Il movimento pentecostale, nella città di Napoli, iniziò con gli artigiani calzaturieri Aurelio Pagano, Salvatore Anastasio ed altri che, all’epoca, risedevano nel Quartiere Sanità. Anastasio, per motivi di lavoro, aveva conosciuto tale Umberto Nello Gorietti, un romano figlio di uno dei promotori del movimento Pentecostale italiano (frequentava la prima comunità Pentecostale italiana nella città di Roma in via Adige dall’anno 1925), questi gli condivise la Parola di Dio e, dopo tante resistenze, alla fine si convertì

Questi “Pionieri” pentecostali napoletani, diedero vita al primo gruppo di fedeli a Napoli ed aprirono il primo locale di culto in via S. Maria a Costantinopoli 89 (era l’anno 1935). Questo locale, successivamente, venne chiuso a seguito della persecuzione attuata dal regime fascista contro i pentecostali.

Nel corso di questo difficile periodo, coloro che erano ritenuti i “capi”, furono arrestati, processati e relegati al confino e, pertanto, non fu più possibile radunarsi pubblicamente.

Nonostante la persecuzione e, seppur “decapitati”, i pentecostali, clandestinamente, continuarono l’opera e svilupparono il movimento nella città.

QUANDO, COME E DOVE INIZIA LA NOSTRA
“PICCOLA GRANDE STORIA”

…furono una ventina i credenti che decisero di ricominciare da capo.
Presero un locale in affitto per radunarsi e testimoniare la propria fede nel Vangelo, opera che,
per un certo periodo e per varie circostanze, avevano interrotto.

Il Pastore Alvino insieme a Michele e Antonio Romeo in visita alla comunità di Massafra .
Antonio Romeo, Gennaro Alvino e Giovanni Gemelli di Massina. Michele Romeo e Gennaro Alvino.

Il ministero di cui, insieme a tanti altri sono testimone e protagonista, ha avuto un predecessore: il Pastore Alvino Gennaro che si convertì alla fede pentecostale nell’anno 1940. Il Pastore Alvino, autorevole ministro della comunità A.D.I. di Napoli, con la sua testimonianza, il proprio contributo ministeriale, la costante predicazione della Parola di Dio e l’esempio trasmessoci; ha contribuito, attivamente, allo sviluppo della testimonianza evangelica pentecostale a Napoli e, in provincia di Caserta è stato tra i “pionieri”.

Negli anni 50, le comunità evangeliche non erano ancora “istituzionalizzate”. Quelle che, in qualche maniera si erano costituite, lo fecero nell’unico modo in cui potevano farlo: “associazione religiosa non riconosciuta” (quella di Napoli fu denominata: “La salda Rocca”).

In quel tempo, al Pastore Alvino, gli venne affidata anche la responsabilità della piccola comunità di Vico Equense (in quel periodo era tra i pochi a possedere un’auto e questo gli consentiva di spostarsi rapidamente per raggiungere e curare quel piccolo gruppo di credenti).

La comunità di Vico Equense era composta prevalentemente dalla famiglia Staiano e da pochi altri credenti (in tutto venti-venticinque). Il Pastore Alvino era molto affezionato a questo piccolo gruppo di cui il capostipite era il fu Anania Staiano (il Pastore Alvino lo definiva, in modo affettuoso: “il piccolo grande uomo”. Gli aveva dato questo “nomignolo” perché “Nino”, era piccolo di statura ma “grande” quanto a cuore e fedeltà. A lui, successivamente, affidammo la responsabilità della comunità che, insieme alla sua famiglia, ha guidato fino alla morte (siamo ancora legati da sincera stima e profondo affetto).

Negli anni 65/70, il Pastore Alvino, ci sfidò ad attivarci per evangelizzare la città e, a questo proposito, insieme a lui ed altri collaboratori, ci recammo a Roma, dal Pastore Roberto Bracco, per consultarlo e farci consigliare circa le procedure burocratiche occorrenti per poter svolgere evangelizzazioni pubbliche. A seguito di questo incontro, iniziammo a “darci da fare” e fondammo varie comunità in località dove non c’erano locali di culto pentecostali aperti al pubblico tra cui: S. Sebastiano, Casapesenna, Casal di Principe, Villa Literno, Frignano, S. Arpino, Aversa, altri.

Dopo anni di intenso e proficuo “lavoro spirituale”, fummo costretti a continuare l’opera “liberi e indipendenti” dalla denominazione di cui facevamo parte e, a causa di questi eventi, prese vita il ministero che ha avuto, nel pastore Alvino, il suo fondatore. Ministero dove, grazie a Dio, continuiamo a “servire”.

Così inizia la “nostra” prima piccola comunità nella cittadina di Casavatore (NA).

Momenti di pubbliche evangelizzazioni

Marce per la Città

Battesimi al mare a Seiano
e alla Rotonda Diaz di Mergellina 

Fede

Speranza

Amore

L’antica cara “Masseria Cardone”

Casavatore (*)

Il Pastore Alvino coadiuvato, in quel tempo, dal giovane fedele collaboratore Michele Romeo, con un piccolo nucleo di fedeli, presero in fitto un locale a Casavatore (NA), lo dedicarono al Signore e fondarono la “Chiesa Cristiana Pentecostale”. Questo primo locale di culto venne aperto (“guarda caso”) in via Roberto Bracco 2^ traversa. Era il 9 novembre 1975.

Miano (Masseria Cardone) (****)

Dopo quattro anni di intensa attività ministeriale, un cammino di rinnovata comunione fraterna, che si intraprese con diverse comunità pentecostali “libere” situate soprattutto al centro sud, assistemmo felici, alla costante crescita della comunità.

Nel corso di questo periodo, il proprietario ci intimò di lasciare il locale che, nel frattempo, era divenuto insufficiente a contenerci (il gruppo contava oltre un centinaio di fedeli) e, pertanto, fummo costretti a cercare una nuova collocazione.

Durante la ricerca di un possibile locale di culto (cosa non facile), il fratello Pasquale De Cario, mentre camminava per la “Masseria Cardone”, vide un ampio spazio vuoto dietro un cancello. Ce ne parlò dicendoci di aver “sentito”, da parte del Signore, che quello era il luogo dove doveva sorgere il nostro prossimo locale di culto.

Dopo spasmodiche vicende, l’8 dicembre 1979 dedicammo al Signore il nuovo locale di culto (situato tra Secondigliano e Miano) in via S. Gambardella 136-Masseria Cardone).

Il nuovo locale, più centrale e ampio rispetto al precedente, era in grado di poter contenere all’incirca 250 persone. La costruzione fu eseguita, a nostre spese, dal “fratello” Antonio Diana sul suolo che avevamo preso in fitto.

l tremendo sisma del 23 novembre 1980, funse da “collaudo” e ci fece “toccare con mano” la miracolosa protezione di Dio. Nessuno, delle tante persone che partecipavano al culto e ne il fragile locale subirono danni.

La consegna del testimone

Il 27 marzo 1981, il Pastore Gennaro Alvino, improvvisamente, venne “promosso alla gloria”. La responsabilità delle comunità di Miano e Vico Equense e la non facile successione ministeriale, fu affidata a Michele Romeo (così come, precedentemente, aveva già indicato il Pastore Alvino).

Sostituire un ministro del “calibro” del Pastore Alvino non fu facile. La sua figura paterna e la sua esperienza ci lasciavano sereni. L’improvvisa mancanza e il vuoto ministeriale oltre ad addolorarci, determinò fraintendimenti e perplessità proprio nel periodo in cui la comunità aveva iniziato il suo slancio verso un impensabile sviluppo. Diversi “tasselli” e circostanze concorsero e determinarono la crescita numerica e la stabilità ministeriale tra cui: il terremoto, l’istallazione della grande tenda “Cristo è la risposta” nella Masseria Cardone e, soprattutto, la spinta evangelistica che abbiamo dentro fu il “deterrente” che supplì alle amarezze e alle difficoltà che vennero a crearsi a causa di questo vuoto improvviso. Inizialmente ogni soluzione o proposta non trovava riscontri positivi. Tutto sembrava impossibile e insanabile fino al punto che, una mattina, mentre pregavo (consuetudine prima di recarmi al lavoro), presi una decisione e dissi: “Signore, o Tu confermi il mio ministero pubblicamente oppure lascerò l’incarico ad altri”. Mentre pregavo sentii dei passi che mi si avvicinavano e due ginocchia che si piegarono affiancandomi (le sentii nitidamente). Dopo aver pregato aprii gli occhi e ma non c’era nessuno al mio fianco (alcuni giorni dopo, con discrezione, chiesi a mia figlia Claudia che, a quel tempo, si alzava dopo di me per andare a scuola, se fosse venuta in camera da letto ed avesse pregato al mio fianco; mi disse di no e constatai di aver fatta un’esperienza soprannaturale.

La conferma avvenne nel corso della celebrazione del culto di domenica 1 novembre 1981.

Il testo del messaggio, tratto dal Salmo 115, fu: “Non a noi, o Eterno…ma al tuo nome dà gloria…” Dio intervenne e lo Spirito Santo confermò sia l’opera che il ministero.

Per una settimana intera, ogni sera celebrammo il Signore e, ad ogni culto la gloria di Dio si “toccava con mano”. Avvennero battesimi nello Spirito Santo e, nonostante l’ora tardi (non lasciavamo il locale di culto prima di mezzanotte), nessuno guardava l’orologio e tanti non avevano voglia di rientrare a casa.

Quest’esperienza meravigliosa, fu il “trampolino di lancio” verso un crescita che, riteniamo ancora oggi, è gloriosa e divina.

“Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati”

1 Pietro 2:9

Giugliano in Campania

Sempre nel 1982 (dicembre), dedicammo al Signore un altro locale di culto a Giugliano (rione Marconi).

In questo Comune, a quel tempo, non c’era nessuna comunità evangelica e nessun credente pentecostale.

Il desiderio di “accendere” questa nuova “lampada”, nacque da una famiglia convertitasi nella comunità alla Masseria Cardone che risiedeva appunto a Giugliano: la famiglia Di Marino.
Il piccolo gruppo, superate le tante difficoltà iniziali (fummo sul punto di chiudere il locale), iniziò a “moltiplicare” così tanto che, dal piccolo locale, si dové trasferire in due nuovi locali e, nel frattempo, si diede vita anche ad un’altra nuova comunità nel Comune di Villaricca.

La comunità di Giugliano, in quel periodo, fu affidata ad uno dei nostri collaboratori: Raffaele De Cario e, successivamente, al team dell’attuale pastore: Antonio Romeo coadiuvato dai “fratelli” Enzo Pommella, Bruno Ciccarelli, Enrico Morra, Amedeo Battaglia, altri. Questo gruppo ha sviluppato e contribuito all’attuale Chiesa di Giugliano, Villaricca e altre comunità nel nord’Italia.

Attraverso la nostra pubblica testimonianza a Napoli, si convertì il calciatore del Napoli Alemao che, di seguito, si battezzò, insieme a tanti altri fedeli, nelle acque di Mergellina alla Rotonda Diaz.
A seguito del suo trasferimento (dalla squadra di calcio del Napoli a quella dell’Atalanta), Alemao volle che, anche a Bergamo, si aprisse una comunità evangelica legata al nostro ministero.

L’attuale Pastore, Tino Di Domenico, da Giugliano si trasferì, con la sua famiglia, a Bergamo per guidare questa comunità e, a seguito, altre famiglie, causa l’emigrazione lavorativa, lasciarono il sud per trasferirsi al nord. La comunità di Bergamo, a sua volta, ha fondato altre “figlie”: Brescia, Treviso, Belluno. Il figlio del Pastore Tino: Giuseppe con sua moglie, si trasferì in Brasile ed ha fondato un’associazione che si occupa di bambini indigenti ed è Pastore di una chiesa in quella nazione.

Rotonda Diaz – Cortei per la città

Il 2 gennaio 1983, improvvisamente, anche il mio caro papà, Giuseppe, veniva chiamato alla “casa del Padre”. Anche questa perdita non frenò il nostro zelo per l’opera di Dio.

Sempre nel 1983, transitando per Mergellina, Dio mise nel mio cuore il desiderio di battezzare, i nuovi convertiti, alla Rotonda Diaz anziché a Seiano (località sita a Vico Equense dove, solitamente, svolgevamo questa celebrazione) e, per lo spazio di 15 anni, nel periodo maggio – settembre, per grazia di Dio abbiamo battezzato centinaia di nuovi convertiti in questa località che viene definita “la cartolina di Napoli”.

In quel luogo abbiamo proclamato e testimoniato, a migliaia di concittadini, la potente parola di Dio che ha cambiato e rinnovato le vite di migliaia di persone. Più volte, giornalisti di passaggio, guardavano, chiedevano e, l’indomani, pubblicavano degli articoli sui loro quotidiani. Nel 2008, dopo 10 anni, abbiamo sentito e voluto rifare quest’evento. Dio ce lo ha concesso e noi, ogni volta, se ne abbiamo l’opportunità, lo ripeteremo.

Dal 1988 al 1998, per ben 10 anni, organizzammo cortei, dove insieme a tante comunità consorelle e tanti simpatizzanti ogni 26 dicembre marciavamo per le vie principali della città e, a conclusione della manifestazione, svolgevamo un culto di celebrazione nelle principali piazze napoletane.

“Rione 167” Scampia

Nel 1985 aprimmo un nuovo locale di culto: Scampia Rione 167 lotto G.
Desideriamo ricordare che, precedentemente (luglio 1986), organizzammo una “campagna evangelistica” in questo quartiere (via F.lli Cervi) e, nel corso di quella settimana, centinaia di persone accettarono Cristo nella loro vita e la comunità fu grandemente benedetta.
Anche quest’opera, grazie a Dio e grazie al lavoro dell’attuale pastore Raffaele De Cario, continua il suo sviluppo.

SARA SARRACINO

Il culto era appena terminato (siamo alla domenica del 24 novembre 1985), ci apprestavamo a rientrare alle nostre case quando, una giovane fanciulla, Sara Sarracino (all’epoca quindicenne) era stata visibilmente “toccata” dallo Spirito Santo. Il suo volto esprimeva la gioia di Dio e, oltre a parlare in diverse lingue, iniziò a dare “messaggi profetici” ai credenti che la circondavano e la ammiravano.

Rientrato a casa e, appena a letto, ricevetti una telefonata dal papà di Sara che, preoccupato, mi riferì che sua figlia non riusciva a dormire e, soprattutto, non si esprimeva più in italiano (parlava “in altre lingue”). Cercai di rassicurarlo e gli consigliai che, qualora il “fatto” continuasse, evitassero, l’indomani, di mandarla a scuola (frequentava il liceo Sannazzaro al Vomero).

Sara, nonostante non riusciva più ad esprimersi in italiano, diversamente da quanto avevo consigliato al papà, volle andare a scuola.

Gli insegnanti, giustamente meravigliati e preoccupati dell’insolito “avvenimento”, informarono il Preside il quale invitò i genitori a presentarsi a scuola per dare spiegazioni. Nel frattempo uno studente, parente di un giornalista, lo informò e, il giornalista, fece lo scoop diffondendo la notizia.

Ignaro di quanto stava accadendo, quello stesso pomeriggio, ricevetti una telefonata dalla famiglia Sarracino i quali mi informarono che, la loro abitazione, era stata “invasa” da giornalisti della televisione e della carta stampata. Alcuni facevano delle riprese e altri chiedevano spiegazioni a Marco (fratello di Sara). Mi recai dai Sarracino e cercai, con la Bibbia, di “spiegare il fatto”. Speravo che, almeno in parte, avessero capito. Nel frattempo la RAI aveva già mandato in onda, nel corso del telegiornale sulla prima rete nazionale, un servizio, alquanto soddisfacente, riguardo al “fenomeno Sara”.

Come si può intuire, la notizia si sparse come olio in tutta la nazione. Il giorno dopo i quotidiani riportarono la notizia in modo distorto, critico e ironico.

“L’evento Sara” non si arrestò e, altri inviati, giornalisti di vari quotidiani e televisioni, nazionali ed esteri, vennero a “visitare” la nostra comunità. Di seguito continuarono ad andare in onda tanti servizi televisivi al punto che, per alcune settimane, fummo messi “sotto i riflettori” e al centro dell’attenzione pubblica. Ci invitavano a partecipare a diversi programmi televisivi, promettendoci sostanziosi compensi che, puntualmente, rifiutavamo.

L’unico programma, in diretta, a cui decidemmo di partecipare, fu quello dell’allora canale 34 (Dossier Napoli). Ci sentimmo obbligati a partecipare con quest’unico scopo: far sentire anche la nostra voce e, al di là della nostra più pallida immaginazione, fu uno scoop tremendo. Telespettatori da tutta la città, la Regione, dall’Italia e dall’estero, ci videro e ci ascoltarono mentre parlavamo delle cose grandi di Dio. Perfino il Vaticano inviò due sacerdoti “esperti in fenomeni soprannaturali” che si recarono a casa Sarracino per incontrare Sara. Gli fecero tante domande e alla fine, così come avevo consigliato al papà di Sara, rilasciarono, per iscritto, le seguenti dichiarazioni: “Dalla dolcezza della tua lingua traspare il dono dello Spirito Santo, ringrazio Dio per questo grande Suo dono. Sperando di essere uniti nello stesso Spirito. Cara nostra Sara, sono felice di averti conosciuta. Sono sicuro che Dio – che parla a tutti – soprattutto ai cristiani, può essere sentito dai suoi figli. Tu hai detto “si” a Dio, Dio ti ha parlato e tu lo hai adorato nel Suo mistero. Non perdere il dono – come dice l’Apocalisse – e conservalo, malgrado le opposizioni e le tentazioni che avrai. Sii pura, dolce, splendida come colomba, ma guardati dagli uomini del mondo, sii prudente, astuta come i serpenti. Sii umile perché l’umiltà ti conserverà nella grazia di Dio, così le forze del male non prevarranno. Tu sarai sempre illuminata nell’umiltà. Fai vedere a tutti la Potenza di Gesù Cristo, Dio è uomo. Dio ti benedica!

2 dicembre 1985 Napoli (Conservo l’originale delle dichiarazioni).          

L’evento, così come raccontato dai media, ci “dipingeva” a tratti “scuri” e a tratti “chiari” ma Dio…, l’unico Autore che aveva permesso tutto questo, fece sì che, al di là della curiosità di tante persone, “dell’assalto” dei media, delle tante critiche e pochissimi incoraggiamenti; la genuinità e la luce che esprimeva il volto di Sara, si contrappose a tutti coloro che cercavano di speculare. Il tutto venne “affrontato” e supportato dalla nostra comunità attraverso le semplici testimonianze che, i vari credenti intervistati nei vari servizi televisivi, rendevano in modo spontaneo. Tutto avvenne al di là della nostra volontà, in modo inaspettato e, soprattutto, fu un “evento soprannaturale” e, parlando di “soprannaturale”, ricordo che, tra le poche visite che ricevemmo da alcuni pastori, ci fu quella di un pastore americano che venne da Firenze (guidava la comunità “cantico nuovo”) e, mentre pregavamo insieme (a casa Sarracino), mi diede una parola profetica: “Dio si servirà di te per parlare di Cristo alle Autorità” . A quel tempo ritenni, che la parola seguiva l’onda emotiva del momento in quanto, diversi credenti si lasciavano “andare” più ad emozioni che a vera spiritualità.

Mi dicevo: “come potrei predicare alle Autorità non avendo nessun titolo e ritenendomi, ancora oggi, inadeguato?…  

Quando le “luci si affievolirono”, alla comunità e a Sara, iniziarono a pervenirci tantissime lettere dall’Italia e dal mondo. Alcuni ci chiedevano spiegazioni, diversi ci scrivevano di aver accettato, o ravvivato la fede nel Signore Gesù Cristo e tutto ci confermò che, questo “piccolo” evento prodigioso, voluto da Dio (ne siamo pienamente convinti), sconvolse la città, parte della nazione e qualche “angolo” del mondo. Ottanta giorni dopo, Sara, riprese a parlare in italiano, la intervistarono e la RAI, nel telegiornale regionale ne diede notizia.

SECONDIGLIANO VIA SCIPPA

Era l’ultima settimana di agosto (siamo nel 1986), FINALMENTE stavamo celebrando il Signore nel locale di culto, di cui la comunità è proprietaria, a Secondigliano.

Avversati dai due precedenti locatori i quali, oltre a imporci fitti esosi ed infastidirci con le loro prepotenze, con il sacrificio economico e pratico di tutti i fedeli e, superati i tantissimi ostacoli burocratici, acquistato il suolo avevamo costruito il nostro locale di culto.

Per un anno celebrammo i culti senza infissi e senza pavimenti e, sebbene il “nuovo locale” fosse incompleto, eravamo tutti felici! Si era realizzato un sogno che sembrava impossibile: possedere in proprio un grande e comodo locale dove poter lodare e glorificare Dio.

Ultimato e completato, fu dedicato al Signore l’8 dicembre 1987.

GRAZIE DIO!

 

Posa della prima pietra e foto interne ed esterne del locale di culto in via Scippa.

Gli orari delle nostre riunioni:
Mercoledì ore 19:30 – Domenica ore 18:30

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